Come tutti ben sapete (e mi riferisco agli under) martedì andiamo a Imola per la prima volta e comincieremo a chiamare quel posto Casa così come lo facciamo per il nostro campo perchè come è probabile che sia disputeremo il campionato ocn l'Imola Rugby. Casa significa che prima di tutto si arriva puntuali al ritrovo perchè viaggiamo tutti assieme, significa sbrigarsi a fare la doccia se qualcuno di noi ha fretta: insomma qui ragazzi bisogna che facciamo i bravi tutti quanti perchè abbiamo una grande oppurtunità di crescere rugbysticamente (va beh te sheva è meglio se cresci anche in statura) ma soprattutto, e questa è la cosa che preme di più a Siro e a me è che dobbiamo crescere come collettivo sia in senso qualitativo che quantitativo.
Detto questo e confidando nella vostra serietà già per altro dimostrata a Forlì spero che tutti assieme possiamo vivere questa bella avventura che è un campionato di rugby.
Siate puntuali alle 6.15 alla Graziola domani.
lunedì 3 dicembre 2007
INDOVINA IL FILM
venerdì 23 novembre 2007
LEONI SI CAMBIA MAGLIA !
IN VENDITA ON-LINE LA ZOLLA DI TERRA DELLA META DI PIRO
E' così ragazzi. La zolla di terra (rossa) sopra la quale Piro ha schiacciato in meta è disponibile al miglior offerente sulla più famosa casa d'asta on line. Così com'è accaduto per la zolla di terra su cui Wilkinson ha droppato consegnando la coppa del mondo all'Inghilterra nel 2003 lo stesso accade oggi per IL PIRO.
Tante le analogie. In primis il talento. Entrambi i giocatori sono a un livello di gioco simile. Poi la bellezza. Entrambi sono invidiati dai compagni e attirano le ragazze come se avessero una calamita. Ultimo ma non meno importante il salario che percepiscono (milionario)
Tante le analogie. In primis il talento. Entrambi i giocatori sono a un livello di gioco simile. Poi la bellezza. Entrambi sono invidiati dai compagni e attirano le ragazze come se avessero una calamita. Ultimo ma non meno importante il salario che percepiscono (milionario)
martedì 20 novembre 2007
GIA' è VERO
La meta di Domenico domenica ha dato morale alla squadra ma dobbiamo assolutamente dire 3 cose :
1) Bravo Capo (anzi brava la Capa) e un benvenuto nel paese del rugby a Emma
2) Verbe torna presto la meta e stata fatta per te
3) Tanti auguri Gianni (e tanti auguri Marzia)
1) Bravo Capo (anzi brava la Capa) e un benvenuto nel paese del rugby a Emma
2) Verbe torna presto la meta e stata fatta per te
3) Tanti auguri Gianni (e tanti auguri Marzia)
GENESI del FAENZA RUGBY
in Principio era Piro.
Egli disse : Sia Ovale
vide che era cosa buona e giusta.
Egli pronunciò : siino 8 giocatori ciccioni e lenti
vide che servivano agli svelti 3-4 e decise che erano cosa buona e giusta
poi si accorse che mancavano i 3-4
staccò un lembo di pellicina morta dal mignolo sinistro e plasmò i 3-4 a sua immagine e somiglianza : vide che erano cosa buona e giusta.
Poi decise di mandare sulla terra romagnola un uomo che potesse insegnare il rugby.
Dragù. Dragù figlio del Piro.
Dragù ebbe una "squadra di apostoli" ma uno di questi (Andrea il Giuda) lo tradì trafiggendolo alle spalle. Il settimo giorno resuscitò proprio in concomitanza con la partita contro Mantova.
Il Piro creò così il gioco del rugby.
Inoltre forgiò anche caratteristiche a cui diede nomi di antichi Dei :
- Sireùz : il capo di tutte le virtù che poteva,lui unicamente, lanciare invettive in mezzo al campo
- Draghèz : il dio della bellezza e della modestia
- Sbrodolàz : il dio delle palle perse
- Marcùz : il dio sogno del mediano del Forlì
- Bagàz : il dio della trippa
- Chelìz : il dio della pulizia e delle saponette
- Sergiùz : il dio delle costolette di maiale
- Azizù : il dio delle cappelle
- Decùz : il dio delle cadute stupide
- Carrùz Verbùz ed Eliùz : gli dei della panca (santi protettori dei panchinari)
- Spinùz : il dio delle articolazioni forti
- Bananùz : il dio della velocità (in automobile)
- Capùz : il dio della prole
- Ninjùz : il dio delle banane
Egli disse : Sia Ovale
vide che era cosa buona e giusta.
Egli pronunciò : siino 8 giocatori ciccioni e lenti
vide che servivano agli svelti 3-4 e decise che erano cosa buona e giusta
poi si accorse che mancavano i 3-4
staccò un lembo di pellicina morta dal mignolo sinistro e plasmò i 3-4 a sua immagine e somiglianza : vide che erano cosa buona e giusta.
Poi decise di mandare sulla terra romagnola un uomo che potesse insegnare il rugby.
Dragù. Dragù figlio del Piro.
Dragù ebbe una "squadra di apostoli" ma uno di questi (Andrea il Giuda) lo tradì trafiggendolo alle spalle. Il settimo giorno resuscitò proprio in concomitanza con la partita contro Mantova.
Il Piro creò così il gioco del rugby.
Inoltre forgiò anche caratteristiche a cui diede nomi di antichi Dei :
- Sireùz : il capo di tutte le virtù che poteva,lui unicamente, lanciare invettive in mezzo al campo
- Draghèz : il dio della bellezza e della modestia
- Sbrodolàz : il dio delle palle perse
- Marcùz : il dio sogno del mediano del Forlì
- Bagàz : il dio della trippa
- Chelìz : il dio della pulizia e delle saponette
- Sergiùz : il dio delle costolette di maiale
- Azizù : il dio delle cappelle
- Decùz : il dio delle cadute stupide
- Carrùz Verbùz ed Eliùz : gli dei della panca (santi protettori dei panchinari)
- Spinùz : il dio delle articolazioni forti
- Bananùz : il dio della velocità (in automobile)
- Capùz : il dio della prole
- Ninjùz : il dio delle banane
domenica 18 novembre 2007
SUPERMEGAPIRO - IL PRIMO GRIDO !
DOMIZIO PIRODDI.
Rugbista di professione, Avvocato per sport
Lo sguardo oltre la meta
il capello brizzolato di un uomo non più giovane ma saggio
la gamba di un ventenne 100metrista
il coraggio di un Leone
l'onore di un gladiatore
da stasera, dopo il Padre Nostro e l'Ave Maria ( e dopo esserci lavati i denti ) reciteremo il San Domenico.
Salute a te Domenico,
ti glorifichiamo e t'abbracciamo:
con gaudio portasti la palla oltre la linea:
a te che raggiunsi il paradiso
da dove ora ci guardi sborandotela incredibilmente.
Infinito il coraggio
benedici noi tuoi Leoni
e perdona i nostri avanti e i placcaggi mancati.
Liberaci da Siro.
Amen
Rugbista di professione, Avvocato per sport
Lo sguardo oltre la meta
il capello brizzolato di un uomo non più giovane ma saggio
la gamba di un ventenne 100metrista
il coraggio di un Leone
l'onore di un gladiatore
da stasera, dopo il Padre Nostro e l'Ave Maria ( e dopo esserci lavati i denti ) reciteremo il San Domenico.
Salute a te Domenico,
ti glorifichiamo e t'abbracciamo:
con gaudio portasti la palla oltre la linea:
a te che raggiunsi il paradiso
da dove ora ci guardi sborandotela incredibilmente.
Infinito il coraggio
benedici noi tuoi Leoni
e perdona i nostri avanti e i placcaggi mancati.
Liberaci da Siro.
Amen
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